sabato 9 giugno 2012

Quell'inadeguatezza che stravolge il movimento



Vorremmo esprimere il nostro disappunto per quanto apparso su uno striscione - non firmato - in occasione di un presidio per la chiusura di Green Hill a Roma:

"Vivisezionate pedofili e stupratori invece degli animali"

Esporre uno striscione simile ovviamente può raccogliere molti consensi, in quanto le categorie citate rappresentano ciò che di più odioso e condannabile, almeno secondo il senso comune del vivere "civile", è attribuibile al bipede più dannoso in assoluto: l'essere umano.

A tal proposito crediamo sia importante chiarire un dettaglio. Le iniziative contro Green Hill sono incentrate su diverse questioni, in particolare: deportazione, tortura, avvelenamento ed uccisione di esseri viventi, come pratiche figlie di una scienza che ad oggi è mafia del farmaco, della cosmesi e del consumo. Una falsa scienza insomma...

Di contro, la condanna violenta di una delle tante declinazioni della malvagità umana verso l'uomo, per quanto spregevole possa essere considerata, è molto lontana dal significato del termine "antispecismo", ideale che sta animando questa ed altre importanti battaglie contro lo sfruttamento animale.

Dobbiamo considerare fermamente quanto l’essere non umano sia indifeso, di fronte alla legge e di fronte ad un sistema economico votato al suo sfruttamento, lottando affinché tutto questo finisca.
Non c’è nessuno da vivisezionare per raggiungere tale scopo.

Lungi da noi quindi prendere la posizione dello stupratore (allevatori e vivisettori compresi), poiché questi vuole unicamente affermare le proprie presunte autorità e superiorità attraverso singole o ripetute sevizie ai danni dell'indifeso, lo sfruttato, il ricattato. Tutto ciò va condannato radicalmente, poiché ci sarà sempre qualcuno pronto a disorientarci, tentando di convincerci che la violenza sia l’unico rimedio alla violenza.

Le nostre parole sono importanti, soprattutto se usate per uno striscione. Un enunciato breve, chiaro e semplice, che faccia capire in un batter d'occhio che cosa vogliamo e che cosa chiediamo. Un messaggio che riassuma il nostro ideale, il nostro movimento, le nostre istanze... e invece?

L'invito a vivisezionare stupratori e pedofili non fornisce alcuna informazione utile al passante specista, che anzi, convinto di essere d'accordo con voi, vi alzerà anche il pollice facendovi l'occhiolino, continuando ad imbottirsi di farmaci e consumare sostanze chimiche di ogni tipo.

"Bravi, avete ragione, ammazziamoli tutti 'sti pedofili!"

A fine presidio avrete raccolto inutili consensi tra gli stolti: non esattamente un gran risultato...

È perciò importante discutere, collaborare, partecipare attivamente, e NON cercare sempre di essere al centro dell'attenzione, o cercare di accaparrarsi i meriti, o di dispensare demeriti. Dobbiamo tenere fuori dalle nostre attività quelle convinzioni personali che non fanno parte del movimento antispecista, questo anche nel rispetto di tutti gli attivisti.

Non si tratta di chiusura mentale ma di semplice coerenza, privata quindi di qualsiasi altro intento o finalità che non sia la salvaguardia qualitativa dei nostri stessi strumenti di lotta.

Nostro ovvio auspicio è che Green Hill chiuda al più presto: vogliamo la fine della vivisezione e dello sfruttamento umano e animale, con la speranza che nessuno più, per nessuna ragione, venga sfruttato, recluso, torturato a morte.

terrAnomala

sabato 2 giugno 2012

Torino, 3 giugno 2012 MANIFESTAZIONE NAZIONALE


Con un atto liberticida, il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta presieduta dal leghista Cota hanno abrogato la Legge sulla caccia, cancellando di fatto il Referendum regionale, fissato per il 3 giugno. Questo è avvenuto a trenta giorni dalla data della consultazione, quando la macchina referendaria era già attiva da mesi e aveva già coinvolto migliaia di volontari. L’arma utilizzata per raccogliere consenso intorno a questo scippo senza precedenti è stata quella crisi economica che questa stessa classe politica ha contribuito a generare!

Così, tramite uno scientifco ribaltamento della realtà, i referendari sono stati dipinti come coloro che volevano sperperare 22 milioni di Euro (cifra, peraltro, campata per aria) mentre in Giunta tutti si dichiaravano – per la prima volta – preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, degli anziani con pensione al minimo, dei disabili, dei disoccupati, dei precari.

Giunta e maggioranza, col solo scopo di assecondare poche migliaia di cacciatori, i cui consensi fanno sempre gola a politicanti alla ricerca di voti facili, hanno così calpestato il diritto legittimo di quattro milioni di piemontesi ad esprimere democraticamente la propria posizione su un tema di grande importanza. Questo provvedimento – figlio di una classe politica sempre più slegata dalle persone che pretende di rappresentare – si è fatto beffe dei cittadini e di 25 anni di battaglie legali, risoltesi con l’imposizione da parte dei giudici di indire la consultazione.

Torino 3 giugno - Concentramento alle ore 15.30 in Corso Bolzano 30 (a 100 mt da Porta Susa)

Isola di Ponza - campo antibracconaggio




Fine del campo antibracconaggio sull’isola di Ponza. Finalmente la maggior parte degli uccelli migratori sono arrivati nei luoghi di riproduzione e per un po’ di tempo non voleranno più su Ponza, l’isola più bella delle pontine. Per più di un mese, alternandosi in gruppi successivi, i volontari della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) e del CABS (Committee against bird slaughter)  hanno vegliato sul viaggio di tortore, quaglie, codirossi, luì, rigogoli e usignoli permettendo a decine di migliaia di esemplari di arrivare salvi ai siti di nidificazione. E attraverso le verifiche sul campo hanno permesso al Corpo Forestale dello Stato di individuare e denunciare  6 bracconieri: troppi in un’isola di dimensioni così limitate. I nostri volontari sono stati insultati, ripetutamente seguiti e addirittura controllati  da sentinelle che stazionavano sotto il loro alloggio  nelle ore notturne, per segnalare agli sparatori e ai trappolatori i loro spostamenti sul territorio. Hanno cercato di prendersi gioco di noi sparando petardi e pensando che scambiassimo i botti per fucilate (anche se queste ultime non sono mancate). Hanno stigmatizzato la nostra attività accusandoci ingiustamente di voler uccidere l’industria turistica locale, strumentalizzando il nostro lavoro con finalità meramente politiche.
 
Ricordiamo che Ponza rappresenta una tappa importantissima per gli uccelli migratori, i quali giungono numerosissimi  e stremati sull’isola nei giorni di passo più intenso. La maggior parte degli abitanti ormai non tollera più l’arroganza dei bracconieri  e  un nostro intervento di sensibilizzazione nelle scuole  ci ha permesso di immaginare un futuro non troppo lontano libero, almeno qui, dalla caccia di frodo e dall’uccellagione.
 

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