martedì 26 marzo 2013

Impediamo l'uccisione dei 15 mufloni sull'Isola del Giglio

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Il Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, col sostegno del sindaco dell'Isola del Giglio e dell'associazione Legambiente, ha deciso l'eradicazione dei mufloni (circa 15 sembra, ma in questo articolo il sindaco, nell'ottobre 2011, ne dichiarava circa un centinaio) abitanti l'isola toscana.
È inaccettabile procedere all'abbattimento di tali individui. Questi animali sono stati immessi sul territorio gigliese previa vostra autorizzazione per scopi venatori. A distanza di anni, è in corso d'elaborazione una delibera che prevede il loro abbattimento. Perché giungere ad una soluzione così drastica quando gli espedienti per tutelarli sono molteplici? Aumento della sicurezza dei recinti degli orti, cattura e trasporto di tutti gli esemplari sul continente (liberi in ambienti compatibili o ospiti nei rifugi) sono tutte soluzioni mai prese in considerazione dalla giunta provinciale.
Il numero degli individui è fortunatamente ancora molto esiguo, sarebbe dunque molto semplice optare per altri sistemi meno cruenti che possano tutelare la salvaguardia dei mufloni e allo stesso tempo la biodiversità dell'isola, tenendo presente che, anche se non autoctoni, essendosi ambientati ormai da tempo, non rappresentano una minaccia per l'isola, della quale ormai da anni sono parte integrante.
Come associazioni ci impegneremo, qualora le nostre richieste non venissero accolte, ad opporci con ogni mezzo legale all'abbattimento dei suddetti mufloni, anche attraverso canali televisivi, testate giornalistiche, internet, radio, volantinaggio e presidi affinché in tutta Italia si venga a conoscenza dello scempio che l'isola del Giglio vuole perpetrare ai danni d'innocenti.

mercoledì 6 marzo 2013

Migrazione rospi Pratoni del Vivaro

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A breve inizierà la migrazione dei rospi nella zona dei Pratoni del Vivaro (Rocca Priora). Come l'anno scorso ci organizzeremo in piccoli gruppi che, con l'aiuto di torce e secchi, aiuteranno gli anfibi ad attraversare la strada, inoltre sabato 9 e domenica 10 marzo avremmo bisogno di volontari per istallare le barriere di contenimento che renderanno ancora più sicura la migrazione dei rospi verso i luoghi di riproduzione.
Appuntamento alle 10 in Via Tuscolana incrocio con la Strada Comunale del Vivaro.


Materiale necessario: zappe, mazzette, martelli, chiodi, forbici, spillatrici, secchi e pinze.

Chiunque vorrà partecipare al soccorso dei rospi e/o all'istallazione delle barriere ci può contattare anche tramite mail: info.terranomala@gmail.com

martedì 19 febbraio 2013

Petizione contro l'utilizzo di asini durante il palio di Ariccia (RM)

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Testo della petizione:

Questo "importantissimo" palio era stato sospeso negli anni '60 ed è stato ripristinato 10 anni fa, in nome della tradizione. Durante il palio, gli asini devono percorrere circa 200 metri in salita con, sulla schiena, un uomo il cui scopo è quello di rompere un vaso alla fine del percorso. Ovviamente tutto ciò che ne deriva (farina, cocci rotti, caramelle e quant'altro) finisce sulla testa e negli occhi dell'asino. 
Molte città italiane, durante le proprie feste, hanno scelto di smettere di sfruttare individui non umani, dimostrando un maggior senso di civiltà e di rispetto verso la sofferenza animale. 
Sarebbe molto più GIUSTO, MATURO E DIVERTENTE proporre gare tra squadre formate da esseri umani, che meriterebbero la vittoria contando solo sulle proprie forze e non su quelle di un animale innocente, sulla propria tecnica anziché sulla sofferenza di qualcuno a cui la partecipazione non è stata chiesta ma IMPOSTA. 
Pertanto con questa petizione
I SOTTOSCRITTI CITTADINI, 
fermamente convinti che ogni essere senziente debba poter essere libero di vivere secondo la propria natura, e non sottomesso ad alcuna forma di sfruttamento e quindi di maltrattamento,
CHIEDONO AL COMUNE DI ARICCIA 
che continui la tradizione del palio senza l'utilizzo di asini e di nessun altro tipo di animale, proponendo quindi di prendere ad esempio numerose altre città che hanno già organizzato gare alternative i cui unici partecipanti sono esseri umani.

Clicca qui per firmare la petizione su Change.org

lunedì 7 gennaio 2013

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In data 6 Gennaio 2013 si sono svolti i vari presidi dei gruppi antispecisti aderenti all’iniziativa da noi promossa “La voce di Roma contro il circo con animali”. Con dispiacere abbiamo purtroppo appreso dalle attiviste del gruppo Roma Nord Antispecista, quanto avvenuto durante il presidio da loro organizzato presso il Circo Spagna a Porta di Roma.
Non sono ancora chiare le dinamiche dell’accaduto, ma è certo che un’attivista intenta nella distribuzione del materiale informativo è stata spintonata da un uomo nei pressi della biglietteria. La donna, con evidenti difficoltà di deambulazione, è quindi caduta in terra battendo la testa. In conseguenza a ciò sono sopraggiunte delle crisi epilettiche; le attiviste del gruppo organizzatore sono subito accorse in suo aiuto, fornendo i primi soccorsi e chiamando l’ambulanza.

Fortunatamente tutti gli altri presidi organizzati per questa iniziativa si sono svolti in maniera del tutto serena, distribuendo materiale informativo e dialogando con il pubblico, rispettando l’invito allo svolgimento pacifico dell’evento. Durante il nostro presidio a Capannelle, anche l’addestratore del Circo Orfei|Errani ha voluto confrontarsi con noi, affermando, durante la conversazione, che in questo momento storico i circhi con animali sono in evidente difficoltà soprattutto grazie alle pressioni degli attivisti per la liberazione animale.

Molti stati europei infatti hanno già abolito l’attività dei circhi che sfruttano gli animali e molte città italiane hanno provveduto ad apportare delle restrizioni alle normative che ne regolamentano l’attendamento. Questi provvedimenti destano nei circensi molta preoccupazione in quanto il territorio a loro disposizione si va man mano restringendo. Alle scelte delle istituzioni va ad aggiungersi una maggiore presa di coscienza da parte della popolazione, in quanto abbiamo potuto direttamente constatare un netto calo di affluenza rispetto agli anni precedenti.

Con stupore inoltre leggiamo un comunicato del Partito Animalista Europeo, diramato con la collaborazione dell’agenzia di stampa Geapress, attraverso il quale veniamo a conoscenza della loro partecipazione al presidio svoltosi a Porta di Collettivo Antispecista Roma. Gli attivisti in questione, inizialmente non riconoscibili in qualità di sostenitori del partito, hanno poi approfittato dell’increscioso incidente per palesarsi. Quella che dapprima era una presenza taciuta, di singoli individui, si è rivelata poi essere una mirata partecipazione di gruppo.

Abbiamo organizzato questa iniziativa in collaborazione con le altre realtà antispeciste di Roma. Non abbiamo mai ricevuto alcuna proposta di adesione da parte del PAE, e mai, viste le divergenze ideologiche, avremmo potuto condividere con loro alcuna iniziativa. Troviamo imbarazzante come puntualmente la correttezza venga messa da parte per perseguire degli scopi estranei al contesto.

venerdì 28 dicembre 2012

6 Gennaio 2013 - La voce di Roma contro i circhi con Animali

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Quest'anno la capitale è stata letterlamente invasa dai circhi con animali. I vari Orfei, American Circus, Spagna, Rony Roller, Karoly, sono solo alcune delle compagnie che stazionano durante le feste natalizie nella nostra città.

In un solo giorno vogliamo disturbarli tutti!

Facciamo sentire al Comune di Roma quante sono le voci che gridano contro questi tristi ed obsoleti spettacoli.
L'idea è quella di far sì che ogni gruppo/associazione scelga un circo da disturbare.

Qui di seguito l'elenco dei circhi che verranno presidiati:

Rony Roller - Largo preneste - Lorenzo Nirodha
Circo Orfei - Capannelle - TerrAnomala
Circo Karoly - Tor Bella Monaca - Per Animalia Veritas
Circo Orfei - Casilina/Togliatti - Parte in Causa (M.G. Devetag)
Circo Togni e Orfei - Tor di Quinto - Coordinamento Antispecista per il 5/1/12
Circo Spagna - Porta di Roma - Mariella Pasciucco

sabato 15 dicembre 2012

Un terreno senza cacciatori


A TUTTI GLI OPPOSITORI DELLA CACCIA CHE SIANO PROPRIETARI TERRIERI NEL LAZIO

Segnaliamo che l'articolo 15, commi 3 e 4, della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, così recita:

3. Il proprietario o conduttore di un fondo che intenda vietare sullo stesso l'esercizio dell'attività venatoria deve inoltrare, entro trenta giorni dalla pubblicazione del piano faunistico-venatorio, al presidente della giunta regionale richiesta motivata che, ai sensi dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, dalla stessa è esaminata entro sessanta giorni.
4. La richiesta è accolta se non ostacola l'attuazione della pianificazione faunistico-venatoria di cui all'articolo 10. È altresì accolta, in casi specificatamente individuati con norme regionali, quando l'attività venatoria sia in contrasto con l'esigenza di salvaguardia di colture agricole specializzate nonché di produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifioca, ovvero quando sia motivo di danno o di disturbo ad attività di rilevante interesse economico, sociale o ambientale.

Inoltre, lo stesso articolo 15 al comma 1 così recita:

1. Per l'utilizzazione dei fondi inclusi nel piano faunistico-venatorio regionale ai fini della gestione programmata della caccia, è dovuto ai proprietari o conduttori un contributo da determinarsi a cura della amministrazione regionale in relazione alla estensione, alle condizioni agronomiche, alle misure dirette alla tutela e alla valorizzazione dell'ambiente.


La Regione Lazio è fortemente in ritardo nell'emanazione del piano faunistico-venatorio ma, quando lo farà, i proprietari e conduttori di fondi che volessero vietare la caccia avranno pochissimo tempo a disposizione e rischieranno di non fare in tempo a presentare la richiesta entro i termini. A tale scopo occorre organizzarsi fin da adesso, in modo che, quando il piano faunistico-venatorio del Lazio sarà pubblicato, la LAC possa inviare tempestivamente a tutti gli interessati una bozza di lettera da inviare entro trenta giorni, come è avvenuto in Toscana dove un gruppo di proprietari terrieri è recentemente riuscito, con l'aiuto della LAC, a vietare la caccia sui loro fondi di una superficie complessiva di 135 ettari.
Inoltre, in alternativa e nelle more di ciò, la LAC intende promuovere anche nel Lazio una "class action" per costringere la Regione a pagare ai proprietari e conduttori di fondi il contributo previsto dalla legge.
Vi preghiamo pertanto di scriverci inviandoci le seguenti informazioni:

  1. Nome e cognome del proprietario o conduttore.
  2. Indicazione se proprietario o conduttore,
  3. Residenza, inclusa via e numero civico.
  4. Indirizzo postale, telefono, fax ed e-mail.
  5. Comune in cui giace il fondo.
  6. Dati catastali del fondo.
  7. Superficie del fondo.
  8. Eventuali colture specializzate.
  9. Eventuali produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali od a fini di ricerca scientifica.
  10. Eventuali attività agrituristiche.
  11. Eventuali altre attività di rilevante interesse economico, sociale od ambientale.
  12. Se si intende richiedere il divieto di caccia sul proprio fondo.
  13. Se si intende partecipare alla class action.
La documentazione potrà essere inviata per e-mail al seguente indirizzo: laclazio@abolizionecaccia.it, oppure per posta a Lega per l'Abolizione della Caccia ONLUS, Sezione del Lazio, Via Angelo Bassini 6, 00149 Roma.
Le informazioni che ci invierete saranno trattate nel rispetto della legge sulla privacy.


LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA (Onlus)
Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente (Legge 349/1986)
Membro della European Federation Against Hunting
Sezione del Lazio: Sede legale: Via Angelo Bassini 6, 00149 Roma.
Sede delle riunioni: c/o Casa delle Associazioni, Via Sergio Tofano 90,
00139 Roma.
Telefono 06/64690478. Fax 178/2259097.
Conto corrente postale 38717005.
laclazio@abolizionecaccia.it, www.abolizionecaccia.it

martedì 11 dicembre 2012

Campo antibracconaggio: Sardegna




Anche quest'anno abbiamo partecipato alla campagna antibracconaggio in Sardegna organizzata dalla LAC, che ha portato, nonostante giorni di tempo incerto, alla neutralizzazione di quasi 2 mila trappole “armate” per avifauna ( esattamente 739 lacci in nylon e crine posizionati sugli alberi e 1.123 lacci a terra) e ben 32 trappole per ungulati (cavi d’acciaio per la cattura di cervi e cinghiali).  Neutralizzate anche più di 2.000 armature in metallo per il posizionamento dei lacci.
trappola per cervi
lacci di nylon per avifauna
La campagna, ha visto, come di consueto, la partecipazione di volontari locali e di altri giunti da varie parti d’Italia con l’obiettivo di bonificare quanti più boschi e zone di macchia mediterranea dalle micidiali trappole posizionate dai bracconieri.
Numerose le aree battute nei boschi e nelle macchie mediterranee di Capoterra, Uta, Assemini, Santadi, in particolare nelle zone di Gutturu Mannu, S’Arcu de su Schisorgiu, Poggio dei Pini, Rio S. Girolamo, Monte Arcosu.
È stato liberato dalla trappola 1 tordo bottaccio (Turdus philomelos), mentre sono stati rinvenuti numerosi piccoli uccelli privi di vita: 2 merli (Turdus merula), 1 cincia mora (Parus ater) e 2 tordi bottacci. In alcune occasioni sono stati trovati sul posto bracconieri con cui vi sono stati scontri verbali.
tordo rimasto ucciso da una trappola a terra
Negli stessi giorni sono state svolte “visite” presso i mercati cagliaritani di San Benedetto e di Via Quirra, per verificare la presenza di vendita abusiva di avifauna proveniente da attività illecite, fortunatamente senza alcun esito. Quest’anno la campagna anti-bracconaggio della LAC in Sardegna è stata svolta in successione e coordinamento con quella precedente del CABS (Committee against bird slaughter)

martedì 27 novembre 2012

Emergenza storni


In questo periodo, guardando il cielo, non è difficile notare le meravigliose evoluzioni degli storni. Sono infatti circa un milione gli uccelli provenienti dal nord Europa che fanno tappa nella capitale per trovare un clima migliore. La zona dell'Eur, ad esempio, è una delle tante aree in cui questi magnifici uccelli, al tramonto, si affollano numerosissimi tra gli alberi scelti come dimore.
 Ma il rumore e soprattutto la sporcizia lasciata dagli uccelli a terra o sui tetti di case e auto, ha portato numerosi negozianti e benzinai della zona a servirsi di metodi illegali, come i petardi, per allontanarli dai loro esercizi.  I petardi, fatti scoppiare sotto gli alberi, creano panico tra gli storni che immediatamente si librano in cielo senza ordine, in maniera assolutamente caotica. Molti infatti si scontrano cadendo rovinosamente sul suolo, altri vengono colti da infarto e una volta a terra sono divorati dalle cornacchie. Per evitare tutto questo, come l'anno scorso, monitoreremo quotidianamente tutta la zona.
Abbiamo incontrato anche operatori del comune che si aggiravano con dei grandi megafoni che diffondono ad altissimo volume un segnale che richiama il verso emesso dagli storni in situazioni di pericolo o il verso del falco. I volatili in questo modo, secondo loro, sono indotti ad allontanarsi senza conseguenze. 



Troppi gli uccelli trovati morti ogni giorno.
Raccomandiamo a chiunque venisse a conoscenza di metodi di allontanamento illegali, di comunicarlo a info.terranomala@gmail.com

lunedì 26 novembre 2012

Campo antibracconaggio Brescia. Strage annunciata degli uccelli migratori: trait d’union tra caccia e bracconaggio



Pettirosso intrappolato nell'archetto
Il 26° campo antibracconaggio della L.A.C. Lega per l’Abolizione della Caccia, in stretta collaborazione con il CABS (Committee against bird slaughter) ha portato alla luce gravi episodi di bracconaggio, uccisioni massicce di uccelli protetti e una diffusissima illegalità venatoria. In turno, i  trentasette volontari provenienti da Italia  ed Europa, hanno individuato nelle tre valli bresciane 1.675 trappole di cui sep (piccole tagliole) e archetti (che straziano e torturano  prima che sopraggiunga la morte) e 110 reti.  A questi dati si devono aggiungere quelli del Nucleo Operativo Antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato, con il quale si è operato in costante contatto, che ha sequestrato più di settecento uccelli e che in un solo intervento in ottobre (località Camignano)  ha accertato un impianto di uccellagione con 43 reti e ben 18 richiami acustici vietati.
 

Sparviero trovato morto in una rete
La certezza di una pesante sanzione pecuniaria da parte della Corte di Giustizia Europea ha bloccato la caccia in deroga ai piccoli uccelli migratori, ma non ha impedito all’arroganza di molti  cacciatori bresciani di sparare a tutto. Nella stragrande maggioranza dei controlli effettuati dalle guardie volontarie della LAC e di altre associazioni a cacciatori sono risultati abbattimenti di specie protette e utilizzo di richiami vivi non consentiti (fringuelli, peppole, frosoni, ecc.) spesso maltrattati e con falsi anelli. Si sono riscontrati situazioni d’illegalità diffusa, comportamenti di una  recrudescenza inaudita: sacchetti (carnieri) pieni di uccelli vietati (decine e decine di peppole e fringuelli sparati) e reti da uccellagione posizionate nel perimetro dei capanni.
Regolo morto nella rete
"Motivo" del bracconaggio: poenta/osei
Il bracconaggio agli uccelli migratori nel suo complesso sembra quest’anno molto più frammentato: alle concentrate e ampie  tese di trappole di una volta si assiste a una suddivisione delle stesse in diversi luoghi sempre meno accessibili, più nascosti e attive in fasce orarie più ristrette.
La maggior parte dei recidivi, incalliti bracconieri perseverano in questa pratica illegale, ritenendo evidentemente lievi le conseguenti condanne  già subite. Le sanzioni previste per legge sono decisamente irrisorie, il rischio è minimo e il mercato nero dell’uccellagione è redditizio: dai 3 ai 5 euro il prezzo di un uccellino spiumato, mentre un tordo che canta bene può valere da cinquanta a centinaia di euro come richiamo per gli appostamenti di caccia.

lunedì 19 novembre 2012

Cacciatori, cacciate i soldi!


Stiamo per presentare a diversi comuni della provincia di Roma, con l'intento poi di allargarci in altre province,  il progetto iniziato dalla L.A.C. (lega abolizione caccia) in cui si rende noto che i cacciatori, secondo la legge, devono pagare i proprietari della terra su cui cacciano. Il nostro intento è quello di rendere noto ad un numero sempre maggiore di persone tale possibilità, con lo scopo ultimo di mettere ancora una volta i bastoni tra le ruote ai cacciatori.

L'articolo 15, comma 1, della Legge 157/92 impone il pagamento di una somma a tutti i proprietari e conduttori di fondi che sono utilizzati per l’esercizio venatorio.
In sostanza i cacciatori italiani, dal 1992, vanno a caccia gratis su 18 milioni di ettari di terreni rurali altrui,quando invece le Regioni avrebbero dovuto pagare milioni di € ogni anno ai proprietari dei terreni, tassando i cacciatori.
La Lega per l’Abolizione Caccia ha iniziato a raccogliere le adesioni dei proprietari e dei conduttori dei fondi (compresi nell’80% del territorio agro-silvo-pastorale) ove si svolge la caccia, per una class-action civile nell’interesse di proprietari e conduttori di terreni contro tutte le  Regioni per ottenere il pagamento del “canone venatorio” per il 2011 e per 10 anni arretrati.
Modulo Richiesta Pagamento Art.15 Legge 157/92 - PDF File (50Kb)
Tale modulo deve essere spedito con raccomandata alla propria regione (o dove previsto dalle normative, alla propria provincia) al fine di richiedere il compenso per avere avuto i propri terreni inclusi nel territorio-agro-silvo-pastorale dove è ammessa la caccia.
I dati personali raccolti in questa iniziativa saranno trattati nel rispetto delle norme previste dal codice di regolamentazione della privacy (Dlgs 196/2003), per lo sviluppo della campagna e non verranno in nessun caso ceduti a terzi.

Per maggiori informazioni:

venerdì 9 novembre 2012

Isola del Giglio, ancora trappole e caccia selvaggia


Appostamento temporaneo su albero

 Dal 1 al 3 novembre 2012, volontari della LAC (Lega Abolizione Caccia) e di TerrAnomala si sono recati sull'Isola del Giglio per monitorare l'attività venatoria nel periodo di migrazione autunnale dell'avifauna.

Gabbia trappola 

Nelle vicinanze di alcuni sentieri secondari sono state trovate delle trappole sugli alberi e una gabbia-trappola attiva nel bosco; sono stati visti nelle vie del comune di Giglio Porto, cacciatori con il fucile in spalla o fra le mani e altri che riponevano nell'auto in strada il fucile sprovvisto di fodero. Nella giornata di Venerdì, che prevede il silenzio venatorio, sono stati rilevati numerosi appostamenti temporanei attivi, quando, invece, avrebbero dovuto essere smontati e resi inattivi. Le mulattiere e i percorsi turistici erano disseminati di cartucce usate,che per legge devono
essere raccolte e smaltite fra i rifiuti speciali.
                                                                               Sono stati ritrovati e disinnescati circa 120 lacci  per  conigli e mezza dozzina di schiacce, segno che il problema del   bracconaggio contro i conigli selvatici non è ancora stato affrontato con la dovuta serietà e con una sentita collaborazione fra le istituzioni competenti, che dovrebbero informare sui metodi alternativi al bracconaggio (nella zona Parco anche finanziarli). 
 Come già fatto notare in precedenza, le reti che riescono a proteggere orti e vigne sono state adottate negli ultimi mesi da molti contadini, ma tanti altri continuano a non considerarle, perpetuando l'uso dei cappi che strangolano i conigli, procurando loro una morte lenta e dolorosa.
Pettirosso trovato ferito. Dopo le nostre prime cure è stato immediatamente portato al centro di recupero di Grosseto da dove verrà rimesso in libertà tra pochi giorni

Non è la prima volta che la LAC verifica tanta illegalità diffusa sull'Isola del Giglio, dentro e fuori la zona Parco. E' evidente che sono assenti i dovuti controlli, mancanza che fa credere alla maggior parte dei gigliesi di potersi comportare come vogliono e di poter ammazzare indisturbati tanti animali, senza incorrere in nessun tipo di sanzioni.

venerdì 26 ottobre 2012

Resoconto Presidio contro il Circo orfei - Marino (RM)


Una ventina di attivisti antispecisti, aderendo all'evento organizzato da Terranomala e Per Animalia Veritas, hanno presidiato l'entrata del Circo Orfei distribuendo volantini e parlando con le persone. Alcune famiglie hanno deciso di andar via, ma la maggior parte ovviamente non ha potuto fare a meno di mantenere le promesse fatte ai propri figli. Ci auguriamo che almeno siano riusciti a vedere lo "spettacolo" con occhio critico, e soprattutto che non metteranno più piede in un circo in cui degli esseri senzienti sono costretti ad eseguire ridicoli esercizi in nome di una tradizione obsoleta che potrebbe tranquillamente essere abolita. Di seguito il video girato da Per Animalia Veritas con le immagini del circo, del presidio e due brevi interviste.

venerdì 19 ottobre 2012

Gli animali nei circhi italiani - Ottobre 2012 - Riprese dall'inferno



domenica 14 ottobre 2012

Presidio Informativo contro l'Impiego di Animali nei Circhi - Circo Orfei a Marino (RM)


Evento a cura di Terranomala e Per Animalia Veritas
Dal 18 al 23 Ottobre il circo Orfei sarà attendato nel comune di Marino (RM) nel parcheggio antistante il palaghiaccio. Da anni durante la stagione autunno-invernale si alterna senza sosta l'attendamento di vari circhi con animali.Il sindaco e l'assessore per i diritti degli animali non hanno mai risposto alla nostra richiesta di mettere in discussione l'attendamento di tali circhi. A Ciampino l'attendamento dei circhi è vietato da anni, anche Velletri

c'è stata da poco la proposta di vietarne l'attendamento. Insomma, i Castelli Romani si stanno muovendo nella direzione giusta, e l'amministrazione comunale di Marino continua a fare orecchie da mercante. Facciamogli vedere che siamo tanti a chiedere il divieto di attendamento per questi spettacoli, che mostrano luci, colori e sorrisi smaglianti ma che nascondono la realtà della segregazione, della violenza, della torturanei confronti di tutti gli animali di cui sono "proprietari". Sempre più comuni in Italia stanno apportando delle restrizioni alle normative comunali che regolano tali spettacoli, fenomeno in crescita dopo la morte del cucciolo di giraffa Aleksander, riuscito a fuggire dal circo Orfei a Imola, e morto di arresto cardiaco dopo un pesante sedativo utilizzato per catturarlo. Quanti animali ancora devono soffrire, patire, morire affinchè si riesca a capire che il circo NON E' PER GLI ANIMALI, e che al circo GLI ANIMALI NON SI DIVERTONO AFFATTO?

Appuntamento al Palaghiaccio di Marino per DOMENICA 21 OTTOBRE dalle 15 alle 19.

Graditi striscioni e manifesti, purchè SENZA LOGHI E SCRITTE DI ASSOCIAZIONI

lunedì 8 ottobre 2012

6 cuccioli partoriti nel bosco. Cerchiamo stallo e adozioni (RM)!




La magrissima cucciolona è stata notata vagare per il Tuscolo, sfiora il rachitismo e le sue condizioni erano davvero precarie. Il volontario che l'ha notata pensava di portarla con se' visto lo stato in cui era, ma lei si ha fatto resistenza e non ha voluto spostarsi. E' tornato nel pomeriggio a cercarla per i boschi per portarle da mangiare, vista la sua eccessiva magrezza. Ma Tullia, la chiamiamo così, non era sola. Ha partorito pochi giorni fa 6 bellissimi cuccioli (future taglie grandi), 3 maschi e 3 femmine, che abbiamo trovato vicino ad un sentiero, in un piccolo anfratto tra gli alberi, che Tullia aveva adibito a tana per i suoi figli. La situazione per noi, ora, è davvero critica. Non abbiamo più la possibilità di occuparci di ulteriori cani. Ne abbiamo altri in stallo che ancora aspettano adozione, tutte lavoriamo, e non abbiamo proprio la possibilità di occuparcene. Cerchiamo per Tullia e per i suoi cuccioli uno stallo e soprattutto delle future adozioni! Tullia è una simil labrador. I cuccioli hanno ancora pochi giorni, potranno essere adottati dopo lo svezzamento. Aiutateci a trovare uno stallo per tutti e 7! Per info e contatti info.terranomala@gmail.com 3477130164

martedì 25 settembre 2012

PER LA SALVEZZA DEGLI ELEFANTI E DEI RINOCERONTI



Elefanti e rinoceronti popolano la terra da decine di milioni di anni.
Ora stanno scomparendo ad un ritmo tale che fra 25 anni potremmo avere solo esemplari negli zoo "superprotetti" anche lì dai bracconieri. Motivo principale la crescita esponenziale della richiesta di avorio e di corni di rinoceronte dal mercato (illegale) asiatico, soprattutto cinese.
L'avorio non è un prodotto indispensabile e può comunque essere sostituito nei prodotti artistici, il corno di rinoceronte non ha nessuna attività terapeutica o afrodisiaca ma è per queste banalità che questi animali stupendi stanno sparendo dalla faccia della Terra. 
Un gruppo di cittadini romani ha detto “NO!”
                                                                                               

Per sollecitare l'opinione pubblica mondiale sulla scomparsa annunciata di tutte le specie di rinoceronte minacciate dal traffico clandestino di corni, un gruppo autorganizzato ha indetto una manifestazione a Roma, in Piazza Giovanni XXIII 
(all' inizio di via della Conciliazione sul lungotevere) per giovedì 27 settembre dalle ore 16.30 alle 19.00 circa. Durante l' evento sarà ricordata anche un' altra strage , quella degli elefanti, portata avanti da trafficanti senza scrupoli, che vede nella Cina e nel Vietnam i maggiori importatori ma che, purtroppo, ha gravi coinvolgimenti con la produzione e vendita di oggetti sacri fatti in avorio.

mercoledì 1 agosto 2012

Mini Vegan Festival




Per la prima volta nel Comune di Costacciaro (PG), immersi nel Parco del Monte Cucco, 
avrà luogo dal 24 al 26 agosto il “Mini Vegan Festival”, un’iniziativa promossa 
dall’Associazione “Per Animalia Veritas” che si occupa della tutela dei diritti degli 
animali, legislazione di settore e impatto sociale degli attuali standard di alimentazione. 
L’evento, che vedrà la partecipazione di altre importanti Associazioni 
animaliste, prevede tre giorni di attività ed interventi di approfondimento volti ad informare
in merito all’attuale condizione animale nel nostro paese e all’estero con particolare
riferimento alle leggi sulle razze canine pericolose e alle normative che regolano la vita 
degli animali da reddito. Non mancheranno attività ludiche, escursioni, relax in piscina e 
cibi sani “vegani”, ovvero senza utilizzo di prodotti di derivazione animale forniti 
dall’azienda “Muscolo di Grano”, il tutto con possibilità di campeggio. Sabato sera è in 
programma presso il Pub “La Caciara” una cena benefit, preparata da “La Veganeria”, il 
cui ricavato sarà devoluto alla “Fattoria della Pace Ippoasi”, sita a Marina di Pisa, che si 
occupa del recupero degli animali da reddito riscattati.

A questo link potete trovare il programma della 3 giorni.

-info@peranimaliaveritas.org - Telefono +39 3662790984.

sabato 9 giugno 2012

Quell'inadeguatezza che stravolge il movimento



Vorremmo esprimere il nostro disappunto per quanto apparso su uno striscione - non firmato - in occasione di un presidio per la chiusura di Green Hill a Roma:

"Vivisezionate pedofili e stupratori invece degli animali"

Esporre uno striscione simile ovviamente può raccogliere molti consensi, in quanto le categorie citate rappresentano ciò che di più odioso e condannabile, almeno secondo il senso comune del vivere "civile", è attribuibile al bipede più dannoso in assoluto: l'essere umano.

A tal proposito crediamo sia importante chiarire un dettaglio. Le iniziative contro Green Hill sono incentrate su diverse questioni, in particolare: deportazione, tortura, avvelenamento ed uccisione di esseri viventi, come pratiche figlie di una scienza che ad oggi è mafia del farmaco, della cosmesi e del consumo. Una falsa scienza insomma...

Di contro, la condanna violenta di una delle tante declinazioni della malvagità umana verso l'uomo, per quanto spregevole possa essere considerata, è molto lontana dal significato del termine "antispecismo", ideale che sta animando questa ed altre importanti battaglie contro lo sfruttamento animale.

Dobbiamo considerare fermamente quanto l’essere non umano sia indifeso, di fronte alla legge e di fronte ad un sistema economico votato al suo sfruttamento, lottando affinché tutto questo finisca.
Non c’è nessuno da vivisezionare per raggiungere tale scopo.

Lungi da noi quindi prendere la posizione dello stupratore (allevatori e vivisettori compresi), poiché questi vuole unicamente affermare le proprie presunte autorità e superiorità attraverso singole o ripetute sevizie ai danni dell'indifeso, lo sfruttato, il ricattato. Tutto ciò va condannato radicalmente, poiché ci sarà sempre qualcuno pronto a disorientarci, tentando di convincerci che la violenza sia l’unico rimedio alla violenza.

Le nostre parole sono importanti, soprattutto se usate per uno striscione. Un enunciato breve, chiaro e semplice, che faccia capire in un batter d'occhio che cosa vogliamo e che cosa chiediamo. Un messaggio che riassuma il nostro ideale, il nostro movimento, le nostre istanze... e invece?

L'invito a vivisezionare stupratori e pedofili non fornisce alcuna informazione utile al passante specista, che anzi, convinto di essere d'accordo con voi, vi alzerà anche il pollice facendovi l'occhiolino, continuando ad imbottirsi di farmaci e consumare sostanze chimiche di ogni tipo.

"Bravi, avete ragione, ammazziamoli tutti 'sti pedofili!"

A fine presidio avrete raccolto inutili consensi tra gli stolti: non esattamente un gran risultato...

È perciò importante discutere, collaborare, partecipare attivamente, e NON cercare sempre di essere al centro dell'attenzione, o cercare di accaparrarsi i meriti, o di dispensare demeriti. Dobbiamo tenere fuori dalle nostre attività quelle convinzioni personali che non fanno parte del movimento antispecista, questo anche nel rispetto di tutti gli attivisti.

Non si tratta di chiusura mentale ma di semplice coerenza, privata quindi di qualsiasi altro intento o finalità che non sia la salvaguardia qualitativa dei nostri stessi strumenti di lotta.

Nostro ovvio auspicio è che Green Hill chiuda al più presto: vogliamo la fine della vivisezione e dello sfruttamento umano e animale, con la speranza che nessuno più, per nessuna ragione, venga sfruttato, recluso, torturato a morte.

terrAnomala

sabato 2 giugno 2012

Torino, 3 giugno 2012 MANIFESTAZIONE NAZIONALE


Con un atto liberticida, il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta presieduta dal leghista Cota hanno abrogato la Legge sulla caccia, cancellando di fatto il Referendum regionale, fissato per il 3 giugno. Questo è avvenuto a trenta giorni dalla data della consultazione, quando la macchina referendaria era già attiva da mesi e aveva già coinvolto migliaia di volontari. L’arma utilizzata per raccogliere consenso intorno a questo scippo senza precedenti è stata quella crisi economica che questa stessa classe politica ha contribuito a generare!

Così, tramite uno scientifco ribaltamento della realtà, i referendari sono stati dipinti come coloro che volevano sperperare 22 milioni di Euro (cifra, peraltro, campata per aria) mentre in Giunta tutti si dichiaravano – per la prima volta – preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, degli anziani con pensione al minimo, dei disabili, dei disoccupati, dei precari.

Giunta e maggioranza, col solo scopo di assecondare poche migliaia di cacciatori, i cui consensi fanno sempre gola a politicanti alla ricerca di voti facili, hanno così calpestato il diritto legittimo di quattro milioni di piemontesi ad esprimere democraticamente la propria posizione su un tema di grande importanza. Questo provvedimento – figlio di una classe politica sempre più slegata dalle persone che pretende di rappresentare – si è fatto beffe dei cittadini e di 25 anni di battaglie legali, risoltesi con l’imposizione da parte dei giudici di indire la consultazione.

Torino 3 giugno - Concentramento alle ore 15.30 in Corso Bolzano 30 (a 100 mt da Porta Susa)

Isola di Ponza - campo antibracconaggio




Fine del campo antibracconaggio sull’isola di Ponza. Finalmente la maggior parte degli uccelli migratori sono arrivati nei luoghi di riproduzione e per un po’ di tempo non voleranno più su Ponza, l’isola più bella delle pontine. Per più di un mese, alternandosi in gruppi successivi, i volontari della LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) e del CABS (Committee against bird slaughter)  hanno vegliato sul viaggio di tortore, quaglie, codirossi, luì, rigogoli e usignoli permettendo a decine di migliaia di esemplari di arrivare salvi ai siti di nidificazione. E attraverso le verifiche sul campo hanno permesso al Corpo Forestale dello Stato di individuare e denunciare  6 bracconieri: troppi in un’isola di dimensioni così limitate. I nostri volontari sono stati insultati, ripetutamente seguiti e addirittura controllati  da sentinelle che stazionavano sotto il loro alloggio  nelle ore notturne, per segnalare agli sparatori e ai trappolatori i loro spostamenti sul territorio. Hanno cercato di prendersi gioco di noi sparando petardi e pensando che scambiassimo i botti per fucilate (anche se queste ultime non sono mancate). Hanno stigmatizzato la nostra attività accusandoci ingiustamente di voler uccidere l’industria turistica locale, strumentalizzando il nostro lavoro con finalità meramente politiche.
 
Ricordiamo che Ponza rappresenta una tappa importantissima per gli uccelli migratori, i quali giungono numerosissimi  e stremati sull’isola nei giorni di passo più intenso. La maggior parte degli abitanti ormai non tollera più l’arroganza dei bracconieri  e  un nostro intervento di sensibilizzazione nelle scuole  ci ha permesso di immaginare un futuro non troppo lontano libero, almeno qui, dalla caccia di frodo e dall’uccellagione.
 

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